L'exercitatio? Rende quasi indistinguibile la vera battaglia dall'addestramento 
The exercitatio? Makes the true battle almost indistinguishable from the training 
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Flavio Giuseppe, III 72-5 
Infatti non è la guerra quella che li inizia (i Romani) alle armi, né soltanto nell'ora del bisogno essi muovono le mani tenute prima inoperose durante la pace, ma invece, come se fossero nati con le armi in pugno, essi non interrompono mai l'addestramento, né stanno ad aspettare le occasioni. 
Le loro manovre si svolgono con un impegno per nulla inferiore a quello di un vero e proprio combattimento, che anzi ogni giorno tutti i soldati si esercitano con tutto l'ardore come se fossero in guerra. 
Perciò essi affrontano le battaglie con la massima calma; nessuno scompiglio li fa uscire dall'abituale formazione, nessuna paura li vince, nessuna fatica li abbatte, e ne consegue sempre una sicura vittoria contro gli avversari, che non sono alla loro altezza. 
Non si sbaglierebbe chi chiamasse le loro manovre battaglie incruente e le loro battaglie esercitazioni cruente. 
 
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L'autore specifica la quotidianità delle simulazioni belliche, e la loro veridicità nei confronti della battaglia reale, che è destinguibile unicamente per la presenza di sangue e ferite. 
Il brano, che conferma la numerosa letteratura in proposito di exercitatio, certifica l'autenticità del gesto atletico e tecnico operato dai milites nelle simulazioni, e dunque dell'usura degli armamenti sottoposti a un simile lavoro. 
 
 
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