Una scelta dettata dalla cautela scientifica e dalla ricerca dell'efficacia sperimentale.
La Coorte Italica produce e testa da sè buona parte delle armi e degli armamenti necessari alla realizzazione del progetto. Tra il 2003 - anno della fondazione - e oggi, la scelta degli equipaggiamenti e dei relativi accessori è stata dettata da una grande cautela.
La Coh.Ita.Vet ha testato più tipologie di armi e corazzamenti al fine di verificarne le proprietà, nonchè per approfondire la ricerca archeologica, letteraria, epigrafica ed iconografica sull'esercito romano, senza uniformarsi a modelli 'precostituiti' e ancor'oggi tutti da dimostrare.
Tunica: sono adottate 2 tipologie di tunica. Una estiva a maniche corte; una invernale a manica lunga - la Caracalla - anch'essa in lana.
Il colore delle tuniche è stato scelto volontariamente neutro, con tonalità che variano dal marrone al grigio, come attualmente vi è testimonianza certa da fonti iconografiche [vedi articolo] .
Subarmalis-Toromaco: è adottato per tutte le categorie militari della Cohors un subarmalis in feltro imbottito e frangiato sulle cosce e sulle spalle (pteryges), come ampiamente dimostrato dalla ricerca di AD (Plinio, iscrizioni Coactiliarie, Anonimo DRB, etc). Esso è portato sia in estate che in inverno, e costituisce già di per sè una straordinaria difesa contro lame e frecce. Da solo e senza corazza, è visibile anche sulle metope di Adamklissi su milites dotati di scutum rettangolare e pilum.
Lorica Hamata: considerata erroneamente obsoleta e sostituita dalla più efficente 'segmentata', la lorica hamata è invece la più diffusa negli eserciti di epoca imperiale. Detta anche 'agilis lorica' è l'unica corazza che è stata trovata addosso a soldati romani, presso Damasco.
Coriis aut coactilis thoraka: corsetti di cuoio o di spesso feltro sono adottati dalla Coh.Vet. soprattutto nelle fasi di fortificazione e costruzione, secondo le più genuine e filologiche fonti a riguardo (Cesare, Plinio, iscrizioni Coactiliarie, etc) nonchè le evidenze iconografiche nelle medesime fasi di lavoro (colonna Traiana, Treviri, etc).
Casside: gli elmi dei milites sono ispirati a modelli specifici attestati dall'archeologia. Due sono i modelli principali: la fanteria pesante è dotata del modello Firenze, caratterizzato da una croce in rilievo sulla calotta. La fanteria leggera possiede invece il modello Traianeo (vedi sotto)
Gladio: il gladio della Coh.Ita.Vet è la ricostruzione in ferro del più tipico e resistente modello 'Pompei'. La scelta è ricavata sia dalle raffigurazioni inconografiche inerenti alle campagne traianee, nonchè alla ricca attestazione archeologica.
Scutum: ricostruito fedelmente in triplo fasciame incrociato di faggio stagionato o betulla, ricoperto di tessuto e quindi di pelle, oppure con due fogli di legno ricoperti di feltro di 3mm e quindi di tessuto, gli scuta della Coh.Vet.Ita sono ricostruiti con metodologia basata sulle descrizioni di Polibio e dei reperti del Fajjum e di Dura Europos.
Quattro le tipologie di scudo. Il modello più grande, rettangolare e concavo, pari a 4 piedi romani (circa 120 cm) è dotazione del fronte pesante. Una versione più corta pari a 3 piedi e 1/3 (100 cm) è in dotazione alla medesima categoria. Di uguale altezza ma ovoidale e concavo, specifico per azioni più incursive, è il terzo modello. Il quarto modello è il tradizionale Clipeus tondo, di 2 piedi e 1/3 (70 cm) del tutto identico all'aspide in uso alla falange Macedone. E' questo lo scudo della fanteria leggera lanciaria.
ASSEGNAZIONE
Il materiale è custodito dal Prefetto delle Armi, nominato annualmente dal Principia (Stato Maggiore). In ogni Campo, in funzione della propria specializzazione militare, il materiale è distribuito dai preposti presso il Questorio. Identicamente viene riconsegnato alla fine di ogni evento.
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