I partecipanti al corteo 
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DIES NATALIS VRBIS 2761 
 
ArsDimicandi partecipa per la seconda volta al Natale di Roma con la Cohors I Italica, celebrando il suo scopo 'campestre' nel Circo Massimo, ossia... combattendo.
 
 
 
Il tribuno della Cohors Prima Italica, Darius
Tributo a Roma 
Ci sono due Rome: una è la città, un tempo modello ispiratore di altre città divenute poi capitali Europee, ma oggi una delle tante vitali metropoli dell'occidente. 
L'altra è la Roma della Civiltà. E' a questa che un migliaio di persone hanno tributato il loro saluto in occasione del
suo 2761° compleanno, grazie all'organizzazione del Gruppo Storico Romano, supportato da numerosi gruppi di ricostruzione storica intervenuti a proprie spese (diversamente non sarebbe stato uguale). 
Questa Roma, non appartiene esclusivamente a sè stessa, ne ai suoi attuali governanti e tantomeno alla sua popolazione. Questa Roma è il simbolo della possibiltà di un unione di popoli già delineata da tempo, all'insegna dell'efficienza, del merito e di profondi valori di giustizia che parlano italiano, inglese, spagnolo, tedesco, croato e numerosi altri idiomi. 
Non si tratta qui semplicemente di un atto di riconoscenza per la Civiltà delle strade, degli acquedotti, delle fognature, delle terme, dell'architettura, dei mercati, dell'economia, dell'esercito e dei tribunali. 
E' qualcosa di più: un atto di consapevolezza delle possibilità costruttive dell'essere umano, capace di costruire più ponti che muri. 
E' questa la Roma della Civiltà che rimase tale anche quando l'Urbe fu soppiantata da Milano prima e Constantinopoli poi. E' questa la Roma Aeterna il cui grido è stato sollevato nel Circo Massimo con quello che a ragione, può essere definito un atto d'amore per l'uomo. 
 
 
 
Ringraziamenti 
ArsDimicandi ringrazia gli amici del Gruppo Storico Romano, dal suo presidente Nerone a tutto lo staff di collaboratori. 
Un ringraziamento speciale a Mirko Scotti e Adriana Majercikova, autori di tutte le fotografie qui pubblicate nel Magazine. 
 
 
 
Il corteo per i Fori Imperiali 
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Exercitatio al Circo Massimo 
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Un panorama militare internazionale 
Una così ampia distesa di elmi luccicanti sotto il sole, non la si era mai vista. Un mare di riflessi argentei  che evocavano i più suggestivi racconti di battaglie degli antichi Romani. 
Questo è stato il Dies Natalis Urbis del 2008: circa 400 militari provenienti, oltre che dall'Italia, dalla Spagna, dalla Croazia, dall'Inghilterra, dalla Germania e da numerosi altri paesi europei. 
Certo molte le differenze: da gruppi più folkloristici a scrupolosi ricostruttori di repliche; dal tipico modello con lorica segmentata ultralucida, pennacchi vistosi e scudi inviolati, a soldati essenziali pronti a sporcarsi le mani. 
Ma tutti entusiasti di essere lì, a Roma, portando la testimonianza di una passione che negli ultimi decenni ha dimostrato di non essere una moda passeggera, ma un consolidato fenomeno culturale, destinato - pur nelle sue profonde differenze -  a crescere ulteriormente. 
 
 
 
 
Le Regiones di AD raccontano Roma 
 
 
Rufus: istruttore capo della Coh. I. Italica, e Praetor emiliano
Emilia: essere, non solo apparire 
La partecipazione di AD al Natale di Roma ha un preciso significato: ren_ 
dere pubblica la  speri_ 
mentazione. C'è un modo diverso di amare Roma, di diffondere l'immagine dell'esercito, di capirlo e spiegarlo. Il nostro mes_ 
saggio è intendere l'Urbe nell'essenza dell'uomo.  
La vera sfida è recupe_
rare il Romano, non le conseguenze del suo pen_ 
siero e della sua azione, quale ciò che indossava o le opere che costruiva. 
 
 
Anthrax: Praetor della regione transpadana (Lombardia)
Lombardia:  Roma simbolo di incontro e scambio 
In un mondo costellato da attriti e divisioni, un solo nome raccoglie migliaia di individui nel suo caldo ed emozionato abbraccio. Popoli, o meglio Pagi et Gentes - località e gruppi culturali - rievocano la Roma del Septimontium che si costituì in una unità
di intenti utilitaristici e funzionali ancor prima di Romolo, sebbene le diversità di lingue e culture. Roma Antica, realtà trasversale di valori, più moderna della attuale modernità.  
 
 
Sekene: Praetor delle Venezie affiancato al Propretore Leo
Veneto: una cultura che si conquistò la fedeltà col rispetto 
Roma fu un percorso reale di unione di localis_ 
mi altrettanto reali. Il potere di unire nel pieno rispetto di queste realtà determinò la vera gran_ 
dezza di Roma.  
La fedeltà che i Venetici le dimostrarono per sem_ 
pre, emulandola persino durante la lunga storia
della Serenissima Repubblica della Venetia (durante la quale la Roma della Civiltà Romana non c'era più), ne è la prova più eclatante. Comprendere e interpretare questo in chiave moderna, significa gettare una maschera che oggi in Italia, a differen_ 
za di esempi come Tarragona, Treviri o Basilea in Europa, stenta ad essere levata.