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Tarraco Viva 2005 
Il Gladiatore
5 giugno 2005: lettera aperta 
 
Mi muovo come seguendo un antico sogno… 
C’è un prima, è vero,  
ma di quel prima,  
ricordo a malapena le sfumature diafane colorate con la violenta presenza dell’ ”ora”, dell’ ”adesso”… 
Mi muovo come seguendo un antico sogno… 
Sabbia e pietra mi attendono invitandomi ad uscire dal sepolcro buio alla luce accecante… no, assordante; 
e avanzo sulla sabbia antica fatta di pietre consumate dall’attesa dell’evento e ingrandite paradossalmente nel loro dissolversi in sabbia… 
E avanzo. 
.
Personaggi
Scheda tecnica di Leo 
 
 
Sfioro quella sabbia ma non la calpesto,  
io la ricordo pietra,  
io la ricordo sabbia,  
e si perde, ritrovandosi, il ricordo di un momento vissuto eternamente  
nell’attimo in cui il “tempio” mi accoglie sussurrandomi i mille nomi mostrandomi i mille volti che,  
come dipinti viventi, fanno da sfondo al mio altrove e osservano attenti, questi dipinti, il mio procedere verso il centro del mondo… 
 
Mi muovo come seguendo un antico sogno… 
Arrivo al centro del mondo! 
….e quei volti mi sembrano tutti uguali e scopro che non sono solo,  
un altro me stesso dall’altra parte del centro del mondo attende con la mia attesa e si muove con i miei movimenti… 
Inizia! 
Inizia quel qualcosa che pretende l’inizio e la fine, 
inizia quel qualcosa che segna il ritmo dei miei respiri. 
 
I miei movimenti seguono geometrie antiche, traccio disegni evanescenti su solchi invisibili, inseguo l’altro me stesso confondendomi nell’azione e domandandomi chi dei due in fondo io sia… 
Nel centro del mondo io sto danzando inseguendo la mia maschera.  
Nel centro del mondo io sto danzando inseguendomi e…colpendomi! 
Fulmine e tuono, bacio e carezza…euforia, gioia!? 
Sorrido! 
 
E’ certo la gioia assurda e quindi incomprensibile che mi spinge al sorriso… 
O è forse il sorriso figlio di quel dolore che mi costringe alla vita? 
Piccole strade cremisi si formano durante la mia danza e disegnano mappe di memorie antiche  
e solchi di abissali profondità…dove alla fine esplode il cielo. 
Mille frammenti delle mie mille maschere cadono ad uno ad uno,  
violento e profondo rinnovo il mio attacco verso l’altro, verso la mia ultima maschera che si riflette nei volti dei dipinti viventi che simili a specchi fissano la realtà riflessa… 
Mi è di fronte… 
Come è piccolo il centro del mondo! 
 
Mi muovo come seguendo un antico sogno… 
Mi è di fronte…colpisco e vengo colpito, in un abbraccio finale la sabbia antica sopporta il nostro impatto,  
io e la mia maschera…sulla terra… od in cielo? 
Un fragore, e le mille maschere cadono ad una ad una, un sole accecante accoglie il mio volto! 
Ora ho capito, ora so… 
fino alla prossima volta. 
Solamente fino alla prossima volta.  
 
DEDICATO A TUTTI VOI, FRATELLI MIEI, GLADIATORI... 
LEO