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Nella gladiatura non è importante che si vinca o che si perda.
L'importante è che tu dia tutto te stesso nel duello! Solo cosi anche se perdi, sarai salvo, perché il pubblico vuole la forza, il coraggio e che tu non ti risparmi: ecco, il trionfo del sacrificio, essere un Moriturus!
Ma come innescare tutto questo?
All’inizio del combattimento, senza che nessuno se lo aspettasse, ho tirato un calcio al fianco di Lucius, mentre Darius stava tranquillamente spiegando al pubblico le caratteristiche dei nostri armamenti.
Il pubblico ha immediatamente inveito contro me, murmillo senza etica, con urli di dissenso e ululati.
Era ciò che volevo, mi ero inimicato il pubblico, e qui cominciava il mio esperimento.
Non avrei 'mai' ceduto ai colpi di Lucius nemmeno se la sica supina mi avesse procurato dei tagli profondi.
Un perfetto equilibrio nello scambio di scherma mi permette di far entrare Lucius nei punti della schiena di miglior impatto visivo, facendo im modo però di controllare i danni; solo qualche taglio...
L'equilibrio delle forze era il messaggio al pubblico.
Ma, ecco che il duello evolve, diviene un Gregato. Due contro Due!
Ed ecco che entrano l’Oplomaco e il Thraex Equimanus.
Kratos l’oplomaco Tiro, alla sua prima esperienza in arena si è comportato benissimo, a parte la Galea che non era proprio della sua misura e per questo gli procurava ad ogni colpo dato, fastidiosissimi tagli sulla spalla sinistra. Quello scaltro di Hyrpus, per l’occasione Traex Equimanus, non si è fermato neppure quando ha subito da parte mia un bel taglio sulla nuca, provocato dalla mia sica penetrata dentro la galea.
Quando il combattimento volgeva la termine ero rimasto solo: Kratos era caduto sotto i colpi di Lucius.
Due contro uno! Non avrei ceduto hai colpi che mi avrebbero inferto nemmeno se fosse uscito del sangue.
Ero disposto a tutto, sebbene odiato dal pubblico.
Disposto a tutto sì, anche se il murmillo, nonostante sia un fante molto protetto, non avrebbe sopportato a lungo l’attacco incrociato di due Traci come Lucius e Hyrpus. Sarei stato sconfitto e il pubblico mi considerava il bastardo di turno; non avevo speranza di “vivere”...
Ma se avessi dato tutto me stesso e fossi stato coraggioso, ed anche nella sconfitta non mi fossi arreso, forse avrei vinto il pubblico, e mi sarebbe stata concessa la grazia.
La fatica e la stanchezza mi hanno aggredito dopo non molto. Vengo abbattuto, lacerandomi la pelle sul suolo tagliente. Mi rialzo, coi Traci ancora attaccati. Cado nuovamente, mentre ricevo colpi ovunque...
Solo quando vengo completamente immobilizzato, cedo.
Ma il pubblico, alla mia richiesta di rito di avere la morte, reagisce sorprendentemente: su mille e più persone che fino a un quarto d’ora prima mi dava del bastardo, pregustando di fare il gesto mortale del Pollex Versus, ora circa la metà mi voleva, anzi... ordinava che rimanessi vivo!
La gladiatura è fantastica e ringrazierò per sempre i miei Fratelli, di darmi la rara possibilità di usufruirne per la mia crescita personale.
Darius sà quanto gli sono riconoscente per quello che mi permette di vivere nelle arene.
Ora passati quattro giorni da Tarragona, di staglia un bellissimo ricordo nella mia mente: quei giorni vissuti con i miei fratelli, Lucius, Antrax, Marcus, Hyrpus, Rufus, Retia/Amazon, Achillea, Kratos, Vercvaloi, Leo, Darius.
Valete gladiatores
CAIVS
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