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Gladiatura: Galeae secutoribus 
La speciale galea globulare in dotazione ai secutores ed ai contraretiarii in genere, appare nel I secolo d.C,, probabilmente in conseguenza delle Leges Gladiatoriae che previdero una maggiore tutela dei morituri mediante la chiusura integrale dell'elmo mediante celate, al posto dei tradizionali paragnatidi di militare memoria. 
Essa è visibile nell'iconografia e nell'arte in genere sino al III secolo inoltrato, come ad esempio nel celebre mosaico da Tusculum, oggi presso la Galleria Borghese in Roma. 
Diversi sono i modelli originali a noi giunti dagli scavi nella caserma gladiatoria di Pompei, come i modelli H34, H35 e H36. 
Caratteristica essenziale del modello globulare, è uno speciale sovradimensionamento delle pareti in bronzo o in ferro della calotta e della celata rispetto ad altri elmi gladiatori, destinate a resistere agli urti violentissimi del tridente reziario.
 
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ArsDimicandi Magazine 
 
 
 
 
 
 
 
Altra caratteristica e' l'angolo particolare che assume la fronte della calotta con la celata. Si tratta di una inclinazione assai spiovente che produce all'altezza dei fori oculari un cuneo marcato, destinato a deviare con maggiore facilità il colpo di tridente sopra la testa o verso la gorgerina inferiore, destinata ad uno sbarramento passivo. L'elmo risulta così particolarmente scivoloso, e non offre pareti perpendicolari all'impatto con la terribile arma d'asta del reziario. 
Anche la cresta risulta una mezzaluna estremamente fine, il cui obiettivo è quello di offrire alla rete che si deposita sull'elmo, il minore attrito possibile. Elemento fondamentale questo, che permette al Secutor o allo Scissor, una più agevole sottrazione alla rete. 
 
La ricostruzione di ArsDimicandi mediante la 'Fabrica di Hephestus' 
Le repliche degli elmi globulari da secutores non sono mirate solamente a cogliere le qualità difensive sopra elencate, ma anche a sperimentare gli effetti traumatologici sulla testa dei secutores. 
Infatti risulta praticamente impossibile per questa categoria gladiatoria evitare colpi di tridente sull'elmo, nonstante la peculiare tecnica di scudo da questo adottata. 
 
Caratteristiche tecniche 
Lo spessore della calotta ferrea varia dai 2,5 ai 2 mm. La parte della fronte della calotta è di spessore raddoppiato poichè a causa della peculiare guardia schermistica del Secutor, questo risulta uno dei punti più bersagliati dal tridente. 
La celata è una piastra di 2 mm rinforzata verticalmente sulla linea mediana da una barra metallica aggiuntiva. I fori oculari sono posizionati esattamente come negli originali, a breve distanza l'uno dall'altro, onde evitare un campo visivo buio all'altezza del naso. Distanza e misure dei fori oculari sono inoltre studiati per evitare che i denti del tridente (situati tra loro ad una misura maggiore della distanza dei fori oculari), possa penetrare all'interno in direzione degli occhi. 
La galea prevede un piccola gorgiera fissata all'estremità inferiore della celata. Essa adempie allo scopo di svolgere uno sbarramento passivo al tridente che incidentalmente scivoli sulla celata in direzione del petto. 
L'estremita inferiore e posteriore della calotta contempla invece un breve paranuca, finalizzato allo sbarramento passivo di eventuali colpi di pugnale del reziario, che in virtù della peculiare guardia con lo scudo, possono avere unicamente direzione spiovente dall'alto verso il basso, di punta o di taglio in direzione del collo. In questo caso il paranuca si caratterizza anche come 'distanziatore' della mano del reziario. 
Chiusura. 
Eesistono due tipologie di chiusura dell'elmo globulare: la chiusura 'ad anta' e quella 'basculante'. 
La prima si evince direttamente dai reperti H34, 35 e 36 di Pompei. La sperimentazione di ArsDimicandi ha evidenziato che questa tipologia di chiusura risulta ottimale nel caso di un elmo di bronzo, le cui caratteristiche metallurgiche non ne permettono la deformazione in seguito ai terribili colpi di tridente. 
Il modello a chiusura basculante, evinto da alcuni bronzetti di Secutores, risulta più adatto invece alle galee in ferro, poichè scarica la pressione ricevuta dalla celata, direttamente sui fianchi della calotta. Nel modello ad anta invece, la pressione tende a scaricarsi sulla linea verticale mediana della celata, che rappresenta il punto debole in quanto linea di combaciamento delle due emicelate. 
 
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Bronzetto di Secutor da Arles (II secolo d.C) 
Si noti la celata basculante, incernierata sulla parte superiore e frontale della calotta.