Diretta in Pannonia, la Cohors I Veterana si accampa presso un villaggio Celtico. L'iniziale scambio di donativi illude alla pace, ma orgoglio celtico e pragmatismo romano giungono ai ferri corti...
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21-22 maggio 2005
.Fig. 1: la Coh.Vet giunge nei pressi di Thiene e si accampa (foto: Rita Lotti)
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Cohors I Vetarana
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Perchè diventare oggi Miles di una Legione romana del II secolo d.C..
La delegazione formata dal Tribuno e da Centurio, Optio e Vexillifer, si appresta a svolgere l'accordo
Foto: Rita Lotti
L'accordo è siglato tra il Tribuno e il Capo Tribù celtico
Foto: Rita Lotti
Ballerine Cirenaiche al seguito dei romani, allietano le festa
Foto: Rita Lotti
I Legionari intraprendono l'approvvigionamento di legname e alimenti
Foto: Rita Lotti
Duello tra Provocatores gladiatori, come offerta del Tribuno alla Pax gallica
Foto: Rita Lotti
Non è stata la commemorazione storica di una battaglia realmente avvenuta, ma il desiderio di vivere una briciola di esperienza come quella vissuta da legionari e galli 2000 anni or sono. E non solo... Le occasioni serie di fare sperimentazione, nonostante i rischi, i costi e tutte le problematiche logistiche e psichiche inerenti all'opposizione di 40 legionari ad altrettanti celti, sono sempre rare. E quale migliore occasione del Venigallia, organizzato dall'ottimo Achille (un nome, un programma...).
Vicino a Thiene (Montecchio Precalcino), nel vicentino, l'ennesima sfida tra gli opposti sentimenti, quelli dell'amore per l'organizzazione e l'efficacia sistematica (coi dovuti ed ampi spazi per l'Otium), i romani, e il desiderio a priori di libertà, senza pensiero immediato per il futuro, gaudenti dell'istintuale orgoglio e di una fierezza che i romani sapranno ben gestire per il loro impero... ecco, tutti questi ingredienti sono stati l'edizione 2005 del Venigallia.
ArsDimicandi, Cavalieri della Commenda e tanti altri fantastici gruppi che hanno davvero voglia di lavorare, e combattere...
Fig. 2: la fortificazione romana, durante l'attesa per lo scambiocoi Celti di vettovaglie con denaro.
Fig. 3: l'assedio prende in contropiede i romani, costretti ad un Cuneus per fare uscire i legionari dal campo.
La storia
I secolo d. C. La Cohors I Veterana viaggia a tappe forzate verso la Pannonia (attuale Ungheria). Viene dalla Hispania, dove è stata realmente e storicamente fondata.
Si accampa in un Veneto presidiato da Galli e, come al solito, in un clima di pace e negoziato economico-politico, offre donativi e feste a base di vino, ballerine cirenaiche e forzieri d'oro, in cambio delle vettovaglie necessarie per l'alimentazione della coorte per quella tappa.
Tutto va bene, al punto che il Tribuno romano offre al capo tribù celtico un combattimento gladiatorio, ricambiato con un duello tra due galli.
Fino al giorno seguente...
Giunge un druido che confonde i sentimenti e accende l'orgoglio celtico, al punto da costringere il tribuno a ritirare i donativi, e preparare una partenza affrettata, e non prevista dalla missione militare.
Ma i celti agiscono anzitempo, ponendo d'assedio la piccola fortificazione romana. I legionari si trovano intrappolati nel campo, e sono costretti a forzare il blocco con un Cuneus potente, tanto quanto basta per permettere a tutti i soldati di uscire dall'accampameto e distendesi in un fronte regolare.
La sospresa fa arretrare i Celti per pochi secondi, che immediatamente organizzano una falange per ricacciare dentro i quiriti.
Un urto violento, mirato più alla spinta coi corpi e con gli scudi che al combattimento al gladio e alla spada. Ma l'esito non è positivo, e così i guerrieri scagliano giavellotti sulla Veterana, che reagisce da manuale con la testudo campale.
I romani avanzano, decisi a non farsi schiacciare e a prendere spazio per poter manovrare, ma commettono un piccolo errore tattico: i triari sono posti sull'ala destra, mentre i migliori combattenti galli sono sulla sinistra. Il fronte si piega, ma gli Hastati reggono, nonostante la veemenza gallica.
I legionari cambiano radicalmente tattica, per raddrizzare la situazione, e passano a una forbice che affonda sistematicamente tra gli avversari, che arretrano. Ma il tribuno non deve, e non vuole una battaglia campale. Ordina a una selezione di triari di effettuare una incursione e catturare il Druido sobillatore, che viene catturato e portato dietro al fronte romano. Interrotta la pugna, il Druido viene mostrato, e tra lo sconcerto e la rabbia gallica, la battaglia e l'assedio vengono conclusi con la restituzione del sacerdote. La Veterana riprende la sua marcia, consapevole che eventi di questo tipo saranno incontrati anche il giorno seguente, con altre modalità e altre popolazioni...
Fig. 4: Legionari mastini, trattenuti a forza per non precipitarsi rabbiosi contro l'avversario. Sulla destra un Hastatus sganciato, si allontana pericolosamente dal fronte...
Foto: Rita Lotti
La sperimentazione:
Murus e Cuneus
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Sebbene il numero di militari della Cohors Veterana fosse limitato per adeguarsi a quello degli avversari celtici, l'evento di Venigallia ha permesso una serie di test di ordine tattico, di notevole importanza.
Nella stagione 2004 la sperimentazione aveva infatti evidenziato problemi di assetto nella centuria, laddove questa veniva pressata con una certa intensità.
Una disposizione 'quadrata' infatti, coi legionari distanti tra loro sia longitudinalmente che trasversalmente, veniva facilmente aperta da falangi compatte, che rompevano la formazione.
La disposizione repentina dei legionari in una scacchiera serrata, ha dato risultati sorprendenti, sia effettuandola sul fronte disteso (Murus), sia formando un cuneo su se ordini (colonna compatta per lo sfondamento), una vera e propria locomotiva sospinta all'unisono da tutti i legionari sul primo ordine.
Fig. 5: Expeditii in disciplinata attesa dei comandi
Figg. 6-7: i romani conquistano il fronte proteggendo il Campo, e vengono attaccati nell'ennesimo assalto celtico...
Fig. 8: il saluto finale in onore dei guerrieri celtici
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Come nel 2004 questo genere di sperimentazione ha evidenziato problematiche non indifferenti laddove la dotazione dei legionari prevedeva la lorica segmentata metallica, che produce incastri tra i commilitoni ed abrasioni di diverso tipo. Al contrario sono risultate perfette le Hamate, le loricae in segmenti di cuoio e le squamate.
Acie quadrata e formazione a sega
La rapida successione tra il Murus a scacchiera e la formazione 'quadrata' indispensabile per effettuare repentinamente la testudo, ha permesso di evidenziare come l'Acie Quadrata dovesse rappresentare la formazione basica della centuria, e che da questa si potesse effettuare una molteplice e differente serie di formazioni ad hoc.
Tra queste la formazione ad serra (sega). La sperimentazione di questo assetto tattico è derivato dalla constatazione che nel duello medio-lungo, soprattutto contro celti armati di lancia, spatha o ascia, vi era una esuberanza di legionari opposti agli avversari, senza con ciò apportare un vantaggio numerico sugli stessi.
Il dimezzamento del fronte, facendo arretrare in II ordine i militari con scudo pari, ha permesso la formazione di un fronte seghettato, efficacissimo contro questa tipologia di combattimento.
Ciclicamente le colonne pari e quelle dispari della centuria sopravanzavano, creando una costante situazione di superiorità numerica sugli avversari. Il movimento è risultato così una sorta di sega assai efficace nel respingere un nemico non compatto.
Anche in questo caso la formazione a' serra' necessita di partire da un assetto 'quadrato', e così ugualmente dalla serra è facile tornare alla posizione quadrata, al fine di operare un Murus, Cuneus o Testudo.
Il principio di base di questa formazione variabile poggia sul concetto che l'Acie, una volta distesa, non può mutare la sua lunghezza. Né tra i legionari, né tra le centurie e i manipoli. Subire un'eventuale falange o la necessità di una improvvisa testuggine, costringe i legionari ad azioni repentine che non sarebbero possibili movimentando lateralmente i reparti, allargando o avvicinando i legionari.
L'Acie quadrata risulta così il risultato sperimentale ottimale, sia per trovare la misura ideale tra militi e reparti, sia per operare variazioni di assetto della centuria, e dunque tecniche offensive o difensive.
Conferme e bocciature
La grande pressione subità effettuando il cuneo e il murus, ha confermato pienamente l'indispensabilità di un ancoraggio tra i legionari in colonna, attualmente ottenuto mediante il balteo (tracolla di sospensione del gladio) o il cingulum militiae. L'assenza di questa soluzione tende con estrema facilità a far uscire fuori singoli legionari in contro-pressione, o a creare piegamenti anormali del fronte, incurvato pericolosamente in avanti e pertanto, più facilmente circondabile.
A maggior ragione il tentativo di tenere inquadrati i legionari in formazione quadrata o ad serra, si è rivelato sistematicamente inadeguato senza l'ancoraggio tra i militi, che come veri e propri mastini-molossi, si lanciavano sui celti (fig. 4).
Assolutamente inadeguati invece, si sono rivelati comandi orali operati dai sottufficiali o dagli ufficiali. Il baccano tremendo della battaglia, sia per le urla dei celti, per il clangore delle armi e per le trombe e cornamuse, ha impedito che le comunicazioni sull'assetto, l'attacco o la difesa, potessero propagarsi efficacemente all'interno del fronte, provocando ritardi nelle azioni e una disarticolazione complessiva dell'acie.
La sperimentazione ha così sottolineato l'importanza di una trasmissione visiva e acustica di diverso tipo, che è stata immediatamente analizzata e progettata dallo stato maggiore della Cohors Vetarana, e che verrà applicata nelle due prossime battaglie coi Celti, in occasione del Festival Trigallia, il prossimo giugno.
L'impossibilità di trasmettere ordini visivi alle prime linee impiegate nel combattimento (a meno di esporre inutilmente il Vexillifer), nonchè la troppa complessa sequenza di segnali acustici che sarebbero necessari per un impiego unilaterale del Cornu o della Tuba, porterà la sperimentazione alla adozione di una doppia acie, distaccando insiemi di Ordini, con impiego di Antesignani che risponderanno unicamente alla tromba (attacco e ritiro), e ai Postsignani che ciclicamente sostituiscono gli Antesignani, perfettamente settati dal Vexillifer.