|
Da un articolo del National Geographic
Pile of Roman Armor, Weapons Discovered in U.K.
April 27, 2001
Centinaia di pezzi di armatura romana, alcuni di questi molto simili a quelli usati dai gladiatori, sono stati dissotterrati in una delle più significative scoperte archeologiche fatte in Britannia.
La rara scoperta offrirà un affascinante spaccato della vita sull'avamposto più settentrionale dell'impero romano, sul Vallo di Adriano. Gli archeologi hanno scoperto molti pezzi unici di quello che si pensa sia l'armamento delle guardie di confine, usate più comunemente dai gladiatori nell'arena per proteggere le loro braccia e gambe.
La scoperta è stata fatta a Carlisle Castle, in Cumbria. Sono stati scoperti edifici risalenti alla visita dell'imperatore Adriano in Britannia nel 122 d.C. Fra le scoperte l'officina di un armaiolo, che conteneva centinaia di piastre di armatura, ed armi tra le quali lance, punte di freccia e palle da fionda.
Jennifer Jones, l'esperta inglese della Durham University's Archaeology Department, incaricata della conservazione dei reperti, afferma: "I manufatti sono stati ritrovati in un ambiente umido ed includono materiali organici come il cuoio. Si potrebbero distruggere se venissero portati all'asciutto, e così sono stati congelati per preservarli." .
----------------------------------------------------------------------------------
Le scoperte archeologiche militari hanno davvero a che fare con armamenti di tipo gladiatorio?
In attesa di una analisi più approfondita dei pezzi in cuoio e metallo di Carlisle, apriamo il confronto tra manicae di tipo militare con quelle dei gladiatori, partendo dal reperto in ottone ritrovato a Newstead.
Fig.4
Secondo il celebre studioso Robinson, si tratta di un cosciale usato dai legionari, mentre per Bishop e Coulston, è una manica. Nei suoi studi Bishop accenna anche ad una intera manica in ferro ritovata in Romania, composta da ben 27 segmenti, ma su cui purtroppo non vi è ancora alcuna pubblicazione.
Le attuali ricostruzioni di maniche basate sulle proposte di Robinson e Bishop, vedono mediamente un numero di segmenti pari a 20-22 piastre (fig. 5).
Fig.5
Caratteristiche tecniche della manica segmentata
Questo dettaglio di fabbricazione non trova alcuna corrispondenza con l'iconografia militare, che vede tutte le maniche raffigurate non superare il numero di 10-12 segmenti cadauna (Adamklissi).
La grande quantità di piastre in ferro necessarie per fabbricare la manica, deriva dal fatto che tanto più un segmento è inserito nell'altro, garantendo una maggiore protezione al braccio, tanto più è accentuata la limitazione dell'escursione tra una lamina e l'altra nell'atto del piegamento dell'arto. Arto che, come mostra la fig.1, deve poter flettere al di sotto dei 90°.
Unica soluzione per ovviare al problema è una sensibile riduzione dell'altezza delle lamine, con conseguente incremento del numero delle stesse.
Nonostante l'incremento del numero di segmenti, una flessione accettabile della manica necessita di una ulteriore 'licenza' di fabbricazione, che si discosta ulteriormente dall'iconografia militare: un adeguato piegamento dell'arto con la manica metallica è possibile solo se la parte inferiore della stessa (quella dell'incavo del gomito, fig. 6), rimane 'aperta', permettendo ai segmenti di occupare lo spazio libero senza sovrapporsi tra loro e quindi senza andare in blocco.
|