Lingua Latina 
E' vero che i militari Romani parlavano con l'accento Romanesco? 
Falso! E' un luogo comune che forse deriva dai cartoon come Asterix. Tra loro i soldati romani parlavano le proprie lingue etniche, come il celtico, il germano, il siriano, il greco o gli innumerevoli dialetti italici (etrusco, sannitico, ligure, osco, umbro, etc). 
Tuttavia gli ordini militari erano rigidamente in latino, e tutti i miltari, sia delle legioni che delle cohorti, dovevano conoscerlo bene! 
Con che accento lo parlassero, dipendeva dalla flessione derivata dalla propria lingua madre: nessuno pronunciava il latino alla stessa maniera. 
Il latino e il greco erano inoltre le due lingue dell'amministrazione, e almeno una delle due doveva essere conosciuta da coloro che si occupavano di redigere atti e verbali.
 
Calzature 
E' vero che i militari Romani usavano sempre sandali aperti? 
Falso! Sebbene le calzature aperte fossero davvero comode, permettendo la traspirazione del piede, nonchè una rapida asciugatura quando si bagnavano, in realtà moltissimi reperti archeologici rinvenuti presso fortini militari evidenziano una larga diffusione di caligae chiuse, o parzialmente chiuse. 
Si tratta di calzature chiaramente destinate ad evitare di bagnare i piedi nel periodo invernale, e il fatto che siano chiodate, le accorpa alla famiglia dei sandali militari veri e propri. 
Nell'iconografia militare (rilievi, statue, etc) la tendenza generale fu sempre quella di mostrare i soldati in tenuta estiva, dunque con calzari aperti >>> [cfr. calzature militari]
 
Indumenti 
E' vero che i soldati romani che portavano le bracae erano solo gli Ausiliari, e tale tradizione derivava dal fatto che erano di origine celtica? 
Falso! Anzitutto il genere di calzoni indossati dai militari romani non sono denominate  bracae, bensi feminalia (da femore) o cruris tegimenta (protezione delle gambe). 
Mentre le bracae dei celti, dei germani, dei daci e di altre popolazioni barbariche, sono pantaloni veri e propri, lunghi fino alla caviglia e ampi attorno alla gamba, i feminalia romani sono molto aderenti e non coprono il polpaccio. Si tratta di un indumento assolutamente specifico sui soldati romani, e non diffuso tra altre popolazioni. 
Non hanno dunque nulla a che vedere coi celti, e il loro uso fu diffuso tanto tra i legionari che tra gli ausiliari.
 
Organizzazione militare 
E' vero che la riforma di Caio Mario alla fine del II secolo a.C. modificò sensibilmente l'Esercito Romano? 
Falso! Non vi è alcuna prova di ciò. 
La riforma di Mario concluse definitivamente l'apertura all'arruolamento dei ceti più bassi della cittadinanza, già avviata da diversi secoli. 
I soldati romani inoltre, erano già professionisti da molto tempo prima delle riforme di Mario, così che anche la definizione di "esercito professionale" solo a partire dalla sua riforma, risulta impropria ed inesatta. 
Dal punto di vista militare, non vi è alcuna testimonianza di cambiamenti di armi, armamenti, tattiche e ruoli militari nell'esercito romano.
 
Armamento 
E' vero che prima delle riforme di Caio Mario, i Romani dovevano procurarsi da sè l'armamento? 
Falso! La teoria di un esercito-milizia nel quale ogni contadino abbandonava i propri campi e andava in battaglia col proprio armamento, è una fantasia priva di qualunque prova. Già da tre secoli prima di caio Mario, i soldati romani venivano dotati dallo Stato dell'intero equipaggiamento, che veniva poi scalato dallo stipendio. 
In epoca Repubblicana inoltre, buona parte dei soldati veniva arrualata nelle città, e non proveniva dunque esclusivamente dai campi agricoli.
 
Scudi 
E' vero che in epoca Imperiale gli scudi rettangolari sostituiscono quelli Repubblicani ovali e alti? 
Falso! Già in epoca repubblicana sono attestati nelle legioni scudi rettangolari, compresenti a quelli ovali e rotondi. Quelli ovali, per tutta l'epoca repubblicana, evidenziano misure diverse, grandi e piccoli. 
In modo identico l'epoca imperiale attesta scudi rotondi, ovali e rettangolari di diversa ampiezza.
 
 
 
 
 
 
 
Armi 
E' vero che i Legionari usavano esclusivamente il Pilum e non la Lancia? 
Falso! Tra le armi lunghe, il pilum era fondamentale ma non esclusivo. Era destinato a inibire la difesa di un avversario schierato in un fronte. La sua caratteristica di piegarsi sul puntale metallico infatti, lo rendeva (oltrechè inutilizzabile da parte dell'avversario), una sorta di zavorra che appesantiva lo scudo avversario qualora l'arma non avesse colpito il medesimo. 
Tuttavia le fonti iconografiche, letterarie e archeologiche evidenziano un grande uso di lance da parte di tutti i soldati romani, nonchè di pila "pesanti" in tutto equiparabili a delle lance. Pila pesanti e lance infatti, permettevano di combattere in modo continuativo (a differenza del pilum leggero "usa e getta"), e ciò spesso era indispensabile laddove il corpo a corpo "ad gladia" risultava disagevole.
 
Corazze 
E' vero che i fanti Romani usavano la Lorica Segmentata di ferro? 
Dipende! Che qualcuno tra i soldati romani usasse questo singolare tipo di corazza, è comprovato dalla sua attestazione archeologica, collocata soprattutto tra il I e il III secolo d.C. Ma chi usasse questa protezione, non è risaputo. Infatti l'unica corazza ritrovata effettivamente su cadaveri di militari romani nonchè documentata innumerevoli volte nella letteratura, dall'iconografia di epoca repubblicana e imperiale, è quella in anelli di ferro. 
L'uso della segmentata sulla fanteria legionaria non è attestato né dall'iconografia, né dalla letteratura. Unico riferimento scritto a una corazza simile è attestato col nome di clibanus sulla cavalleria. Anche la maggior parte dei frammenti di questa corazza, è attestata in fortini con prevalente o esclusiva presenza di cavalleria. 
La sua scarsa attestazione nelle fonti, e le sue caratteristiche meccaniche, che la rendono particolarmente delicata ad urti e attriti, ne fanno supporre anche un uso da artiglieria pesante, da guardie di presidio o addirittura da corazza da parata.
 
Corazze 
E' vero che i fanti Romani usavano corazze di cuoio? 
Vero! L'uso di corazzamenti in materiale organico (cuoio, lana, feltro, lino) era assai diffuso sin dalle epoche più antiche delle civiltà del mediterraneo. Già tra gli etruschi sono conosciute corazze a segmenti di lino. 
Il sistema a segmenti di fasce semirigide di materiale organico, è in buona parte sostituito (a partire dal III secolo a.C.) con la maglia ad anelli di ferro, che garantisce la medesima elasticità delle precedenti.  
Ma le corazze organiche non verranno mai abolite, sia per le notevoli caratteristiche difensive, sia per il grande vantaggio di poter essere fabbricate dagli stessi militari romani (a differenza delle corazze ad anelli, che venivano prodotte a livello indistriale e quindi "vendute" ai soldati).