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Luctatio - Orthepale
 
figura 1 (bronzetto romano)
Finalità e regolamento 
 
L'orthepale è una lotta esclusivamente eretta. 
Obiettivo dell'ortepalista è quello di abbattere l'avversario al suolo fino a un totale di tre volte, senza a sua volta essere abbattuto più di tre volte. 
Gli abbattimenti devono avvenire senza appoggiare al suolo un terzo punto oltre ai piedi, e ciò determina una difficoltà e una tecnica tutta tipica di questa disciplina. 
In caso di abbattimento con il terzo appoggio, il punto sarà invalidato. 
Questa disciplina non consente colpi violenti (pugni, calci, etc) ma esclusiamente tecniche derivate da prese, strattoni, avvinghiamenti. In particolare consente anche leve, torsioni articolari, strangolamenti e soffocamenti, tali da costringere l'avversario alla resa, prima del raggiungimento dei tre punti. 
Il vincitore è dichiarato "triazein" e dovrà incontrare un nuovo avversario attraverso il sorteggio e la formula dell'eliminazione diretta, sino alla finale. 
L'ortepale non contempla categorie di peso e limiti di lempo. Le uniche categorie previste sono quelle dei paides (giovani) e degli adulti
 
figura 2 (vaso greco) 
 
 
figura 4 (vaso greco) 
 
 
figura 7 (rilievo romano) 
 
 
figura 8 (mosaico romano) 
 
 
figura 10 (bronzetto ellenistico) 
 
 
figura 12 (dipinto etrusco)
 
figura 3 (vaso greco) 
 
 
figura 5 (vaso greco) 
 
 
figura 6 (rilievo romano) 
 
 
figura 9 (vaso greco) 
 
 
figura 11 (bronzetto ellenistico) 
 
 
figura 13 (dipinto etrusco)
Katabletiké 
Tecniche di abbattimento 
 
Sollevamenti 
 
Rappresentano indubbiamente una delle tecniche più usate in assoluto nell'orthepale, a causa del minor rischio di cadere assieme all'avversario rispetto ad altri tipi di proiezioni. 
I sollevamenti (e i conseguenti abbattimenti) sono di due tipi: parallelo e rovescio
Quello rovescio (figg.1 e 5) è il più difficile da perseguire a causa della schermaglia preliminare, ma risulta il più vantaggioso per il peso da sollevare in aria, corrispondente alle gambe, assai più leggere del tronco superiore. 
Quello parallelo si può effettuare frontalmente (fig.9) o di schiena (fig.10). Risulta più ostico per il peso e per le reazioni difensive con le braccia (fig. 7) o con le gambe (fig. 11), ma è più facile da raggiungere come presa.
 
 
figura 14 (vaso greco) 
 
 
figura 16 (vaso greco)
 
figura 15 (rilievo romano)
Abbattimenti semplici 
 
Gli abbattimenti semplici derivano da azioni di leva, trazione o torsione col proprio corpo, al fine di sbilanciare l'avversario e farlo cadere. I più semplici ma anche più facili da difendere sono le trazioni al suolo, eseguiti strappando e torcendo verso il basso mediante la presa di un braccio o la testa dell'avversario (trakelizein). Ancate o rovesciamenti sulla propria schiena (edran strephein) sono i colpi invece più raffinati e difficili, per il rischio di cadere assieme all'avversario.
 
 
figura 17 (rilievo romano) 
 
 
figura 19 (vaso greco)
 
figura 18 (rilievo romano) 
 
 
figura 20 (vaso greco)
Prese alle gambe 
 
Nell'ortepale la presa alle gambe risulta piuttosto difficile per il rischio di essere avvinghiati sulla schiena dall'avversario e quindi schiacciati al suolo, oppure sollevati. E' tuttavia una tecnica piuttosto facile da realizzare a causa della posizione di contrasto globale dei lottatori (systasis), che risulta non troppo alta come nell'attuale lotta greco-romana, ma nemmeno troppo bassa come nella lotta libera.
 
 
figura 21 (vaso greco) 
 
figura 22 (moneta romana)
Sgambetti 
 
Sono attacchi piuttosto frequenti e si dividono in due categorie principali: gli sgambetti e gli ancoraggi (agkirizein). I primi consistono nel frapporre le proprie gambe al corpo avversario, nella direzione dello spostamento naturale o forzato da una presa, procurando un inciampamento. I secondi consistono nell'agganciare con le proprie gambe una gamba dell'avversario, ed agendo con strattoni sul suo corpo, fargli mancare l'appoggio.
 
 
figura 23 (bronzo ellenistico) 
 
 
figura 25 (bronzo ellenistico)
 
figura 24 (bronzo ellenistico) 
 
figura 26 (bronzo ellenistico)
Leve e torsioni 
 
Sono attacchi tra i più raffinati e difficili, tuttavia in grado di concludere rapidamente l'incontro per abbandono dell'avversario. Dalla leva sulle dita della mano, a quella sulle braccia, o agendo in contro torsione sul busto, sono finalizzate a procurare un dolore provvisorio ma insopportabile, tale da causare la resa, oppure a far cadere l'avversario.
 
 
figura 27 (vaso greco) 
 
 
figura 29 (vaso greco) 
 
 
figura 31 (vaso greco)
 
figura 28 (mosico romano) 
 
 
figura 30 (vaso greco) 
 
Akrocherismòs 
Schermaglia delle braccia 
 
Dopo un lungo addestramento nelle prese e negli abbattimenti, un ortepalista deve esercitarsi intensamente nell'akrocheirismos. Questo consiste nella schermaglia effettuata con le braccia e la testa, al fine di ricavare un corridoio utile per portare una presa e quindi un attacco. E' un dinamismo complesso e raffinato, poichè l'avversario è addestrato nel medesimo modo, contrastando gli attacchi e cercando a sua volta il varco e la presa. 
L'akrocheirismos si può ben definire il cuore dell'orthepale, nonchè l'elemento caratterizzante che differenzia questa disciplina da qualunque altra. Se infatti molti attacchi sopra visti possono considerarsi 'patrimonio comune' a molte altre discipline moderne, l'akrocheirismos condizione in modo indiscutibile lo stile e le modalità di esecuzione degli stessi colpi.
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