Analisi delle Fonti 
maggio 2005 
 
Lorica Alba Iulia 
 
La corazza mostrata nel rilievo di Alba Iulia (Romania) evidenzia tre alti fascioni attorno al tronco del soldato romano. Per la sua posizione attorno alle anche, il quarto segmento, non può essere identificato come parte della corazza ma quasi certamente come un subarmalis o thoromacus destinato all'attutimento del peso e delle asperità della stessa. 
Il corsetto è completato nella parte superiore da una protezione al petto e alle spalle: si evidenziano piccole scaglie (certamente di metallo) sovrapposte ad un elemento liscio che necessariamente non può essere metallico: pelle o cuoio, come qualsiasi altra lorica squamata.  
L'altezza dei tre segmenti sul tronco sembra escludere la possibilità di lamine di ferro: la sovrapposizione telescopica delle lamine metalliche determina un attrito tanto maggiore quanto più le lamine sono sovrapposte. 
Nelle attuali ricostruzioni di loricae segmentate, il notevole numero di lamine (7-8) permette una sovrapposizione minima tra le stesse, consentendo una mobilità accettabile sul tronco [cfr. Manicae]. Ma con soli tre segmenti la sovrapposizione delle lamine metalliche risulterebbe necessariamente superiore e ciò non permetterebbe la necessaria mobilità nell'atto di piegare il tronco. 
Ne risulta che nell'ipotesi che il corsetto di Alba Iulia sia una sovrapposizione telescopica di fascioni, essi debbano essere di un materiale semirigido e più elastico, come il cuoio o il feltrone, di indiscussa utilità protettiva [cfr. corazze organiche]
La presenza di una tipica manica gladiatoria sul soggetto, confermata per le campagne Daciche del II secolo anche dalle metope di Adamklissi [vedi], suggerisce che il rilievo rapppresenti in modo del tutto realistico un fante nella sua reale tenuta da combattimento, differenziandosi da rappresentazioni da 'parata' frequenti nelle steli funerarie, o in quelle generalistiche come nei grandi rilievi commemorativi. 
La presenza dunque di materiali organici sul miles, come la manica e il corsetto, evidenzia l'urgenza e la circostanzialità di questa soluzione, confermando appieno quanto già sappiamo sull'uso di questi materiali. 
Il realismo di questa immagine è altresì confermato da un altro prezioso rilievo, detto di Treviri, nel quale si osservano dei soldati al lavoro: sulla tunica indossano un corsetto del tutto identico a quello del miles di Alba Iulia [cfr. Treviri]
Proprio il rilievo di Treviri suggerisce una seconda ipotesi sulla lorica di Alba Iulia: che essa non sia una corazza composta da due parti distinte (il corsetto a fasce e la sezione squamata), ma invece una intera lorica squamata, sulla quale è stata sovrapposta la parte organica come difesa supplementare.
 
 
 
Per gentile concessione di MC Bishop ©   
Atti del ROMEC