.
Pilum, hasta 
selected subject
Test 
Experimentation
Fonti - Sources 
 
 
Vedi il video dei test
 
Hasta e Pilum a confronto 
La premessa storica 
E' vero che il pilum sostitui l'Hasta nella prima epoca repubblicana, e ugualmente l'Hasta sostituì il pilum tra il II-III secolo d.C., come è opinione di quasi tutti gli storici moderni? 
Tacito. Storie, I, 79 sui Sarmati: “questa armatura, usata dai capi e da tutti i nobili, è conserta con lamine di ferro oppure cuoio durissimo, impenetrabile ai colpi; ma rende incapace di risollevarsi chi sia stato buttato a terra dall’urto del nemico. (…) Il soldato romano invece, con la sua facilis lorica (agile, mobile), andando all’assalto coi pila e con le lance, trafiggeva al momento opportuno il Sarmata col suo gladio leggero (levi gladio), poiché il nemico non usa difendersi con lo scudo".
 
 
Sopra: ritrovamenti di teste di Pila di varia sezione, tipologia di punta e lunghezza
 
Il passo documenta l'uso contemporaneo di lance e pila tra i romani nella seconda metà del I secolo d.C., e nello stesso periodo il medesimo autore latino afferma come nella battaglia di Bedriaco, Antonio Primo, generale di Vespasiano, strappa la lancia (non il pilum) ad un legionario e insegue un suo vexillifer in fuga, trafiggendolo
Ed anche nel I secolo a.C., dove l'uso esclusivo dei pila dovrebbe essere assoluto, Luciano (Vite-Crasso 25-7) racconta un episodio della disfatta romana di Carre, nel quale Publio attacca i Parti e “…caricò i Parti, ma era in svantaggio nell’offesa e nella difesa, poiché colpiva con le sue lance piccole e deboli, corazze di pelle non conciata o di ferro…” 
Al contrario in epoca imperiale inoltrata (Settimio Severo), sotto il nome di "lanciarii" osserviamo militi con haste di diversa grandezza ma anche di pila. In una delle steli di Apamea infatti, uno di questi sembra trattenere una manciata intera di pila di media lunghezza. 
L'incertezza sull'argomento ha suscitato l'interesse di ArsDimicandi, che si è posta la seguente domanda: Pila ed Hastae sono sostituibili l'un con l'altro, nel senso che svolgono la medesima funzione, oppure sono due strumenti completamente diversi per cogliere obiettivi diversi, e dunque perennemente compresenti nell'arsenale della Legione? 
Per ottenere informazioni dirette dai due soggetti, abbiamo intrapreso una prima parte di sperimentazione, mirata a cogliere gli effetti dei due strumenti su un bersaglio, e in conseguenza la eventuale diversità del gesto atletico da parte dei soldati.
 
 
 
 
Sopra: hasta nei rilievi di Marco Aurelio nell'arco di Costantino (Roma)
 
Ricostruzioni impiegate per l'esperimento 
 
L'Hasta prodotta dalle officine dimicandiane è formata dalla classica punta foliata in ferro con innesto a cannone, per un'altezza complessiva di circa 30 cm. Lo spessore della lama è variabile, partendo dalla spinatura centrale di 5 mm per giungere sul perimetro a circa 0,5 mm. La spinatura avanza sino alla cuspide della punta ferrea al fine di garantire una resistenza maggiore alle torsioni e ai piegamenti dell'impatto contro eventuali bersagli rigidi. 
La lama della punta foliata è ancorata sul cannotto di innesto, che in tale punto è conico, per terminare cilindrico al fine dell'inserimento dell'asta lugnea. Questa è appositamente preparata per l'innesto di ca 10 cm nella punta ferrea, ed assicurata al cannotto mediante doppia spinatura ribattuta e passante. Complessivamente il soggetto misura 2 mt di altezza. 
 
 
 
Pilum 
Il Pilum prodotto dalle officine dimicandiane è il modello Caio Mario (Velleio Patercolo) dotato di sistema di sgancio della gorbia metallica sul blocco di legno, per effetto di due perni passanti, uno di legno e l'altro di metallo, che per effetto dell'urto violento, produce la tranciatura del perno di legno, costringendo il Pilum a sganciarsi e flettere a peso morto. 
Con l'apposita ghiera quadrata di ferro che blocca la gorbia nell'alloggio di legno, tale effetto non si verifica nonostante il perno di legno venga ugualmente tranciato dall'apposito foro a ghigliottina in cui è collocato.  
Si tratta di un pilum medio di circa 150 cm di altezza, pari a quelli maggiormente diffusi tra i legionari sulla base delle attestazioni archeologiche, che mostrano una preponderanza di punte medio-corte rispetto a quelle lunghe. La sezione dell'asta ferrea è di un centimetro circa, circolare (esistevano anche sezioni triangolari e quadrate) e la punta è conica, di diametro di quasi 1,5 cm. Il legno della gabbia di contenimento della gorbia, nonché dell'asta, è in faggio stagionato.
 
 
 
 
 
 
Risultati del collaudo 
Sono stati impiegati tre legionari della Cohors Veterana, equipaggiati con tre diverse tipologie di corazza, al fine di raccogliere informazioni per successive sperimentazioni sul gesto atletico nel lancio di dardi: lorica hamata, lorica in lamine ferree, lorica in segmenti di cuoio crudo. 
Poichè lo scopo del collaudo inerisce esclusivamente la tipologia e gli effetti della penetrazione delle punte delle armi in oggetto, nonché l'effetto delle medesime su queste e sul bersaglio, la distanza a cui i lanciatori sono stati collocati dal bersaglio è stata quella di mt 5. 
Come bersaglio è stato utilizzato un palo di addestramento, il pilorum palii, costituito da un palo portante sul quale è stato montato uno scudo rettangolare in vimini intrecciato, sul quale sono state applicate assi di legno massello.  
Il bersaglio è stato appeso mediante catene ad un montante superiore, in maniera che in seguito all'urto delle armi, il medesimo bersaglio oscillasse longitudinalmente e latitudinalmente, ottenendo una durezza di impatto e al contempo un assorbimento istantaneo, che simulasse il più possibile l'effetto dell'urto e della panatrazione su un soldato corazzato in posizione eretta.
 
 
Effetti della penetrazione dell'Hasta 
I ripetuti lanci dell'Hasta hanno evidenziato una estrema facilità di penetrazione nel legno, senza che tuttavia questo venisse squartato o aperto violentemente. Simile al colpo di un pugnale, il bersaglio veniva inciso giusto per la larghezza della penetrazione della lancia, evidenziando un tipo di arma che penetra con estrema facilità (senza necessità di imprimere particolare potenza al lancio) e che con altrettanta facilità poteva essere estratta. La sua conformazione "foliata", ossia stretta e relativamente piatta, facilita questo tipo di effetto. Il test suggerisce come fosse una arma destinata a procurare in modo specifico "ferite" dirette sugli uomini. 
Le haste impiegate nel collaudo sono finite sovente sul muro retrostante (in prismi di cemento) per errore, procurando alle medesime piccole deformazioni della parte finale della punta, che sono state facilmente raddrizzate con un martello. 
 
Effetti della penetrazione del Pilum 
A differenza delle Hastae, la punta conica del pilum, piuttosto larga alla sua base (15 mm contro lo spessore massimo dell'hasta, pari a 5 mm), ha impedito ai pila di penetrare agevolmente da una distanza di 5 mt. La spinta necessaria per penetrare il bersaglio mobile di legno, è stata enormenente superiore a quella della lancia, pregiudicando di conseguenza la precisione del tiro. 
In ogni caso, le migliori penetrazioni del pilum sono avvenute a 3 metri circa. In questi casi la larghezza della peculiare punta del pilum ha ottenuto per effetto lo squarciamento sistematico del legno, che si è letteralmente aperto in due. 
La sperimentazione ha così sottolineato due cose fondamentali. La prima: che il pilum rappresenta un arma che non può essere considerata come un giavellotto, ma necessita di una distanza estremamente ravvicinata e una grande potenza per il suo tiro. Il secondo: che il pilum costituisce una sorta di arpione, il cui obiettivo è non uscire più una volta penetrato. Il che avalla i testi latini in merito ad un uso prioritario del pilum come "sabotatore" di scuta nemici, piuttosto che come arma mirata a colpire i nemici. 
 
Considerazioni finali 
Le diversissima tipologia di effetto, nochè di uso dei due strumenti, suggerisce finalità diverse (arma da ferita, e arma anti-scudo) che evidenziano l'impossibilità di un avvicendamento dei due nell'esercito romano. Hasta e pilum (ma potremmo dire anche Iacula) non possono sostituirsu l'uno algli altri, ma necessitano di una compresenza costante e varialmente adottabile, in funzione del tipo di avversario. 
 
Sul videoclip del collaudo: 
Sperimentatori: 
Riprese e montaggio: 
Assistenti: 
Sede sperimentazione: 
Trezzano Rosa (MI), Centro Sol Invictus, 6 marzo 2005 
_______________________________________________________________________________________
____________________ 
 
MAPPA DEL SITO 
Clicca qui per tornare 
8  
 
Pilum, Hasta, 
(Sperimentazione