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Hoplomachie: le battaglie militari in arena
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Propaganda e spettacolo. Molti grandi condottieri e imperatori non esitarono a rappresentare vere e proprie battaglie, assedi e altre missioni militari, in Anfiteatri, Circhi o spazi dedicati Ad Hoc.
Svetonio narra come nel 46 a.C Giulio Cesare fece combattere nel Circo Massimo due schiere da 500 soldati cadauna, 20 elefanti e 30 cavalieri. Alle estremità del circo vennero allestiti i campi militari.
L'imperatore Claudio partecipò egli stesso a un grandioso assedio presso il Campo Marzio, per celebrare le conquiste da lui effettuate in Britannia.
Titus fece svolgere Naumachie con oltre 3000 uomini, cui seguirono combattimenti di fanteria. Come lui Augusto e molti altri grandi generali romani.
Tacito ricorda come in queste battaglie partecipavano sia gladiatori, sia soldati veri e propri, soprattutto adibiti alle manovre di macchine belliche e nel coordinamento generale delle truppe.
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Molti soldati e ufficiali delle Legioni romane, oltre agli Ausiliari col loro specifico armamento, si cimentavano spessissimo nei combattimenti gladiatori o nei duelli gregatii (di gruppo).
Gli Equites in primis, che non erano affatto gladiatori legittimi. Velitii, Sagittari, Crupellarii Edui e moltissime altre categorie militari romane e non.
Sanniti e Galli d'altronde, furono le prime categorie gladiatorie mutuate dagli eserciti di tali popolazioni. Da un lato questi armamenti evolvettero dando origine alle categorie gladiatorie istituzionalizzate (Secutor, Murmillo, etc). Dall'altra il gusto per le simulazioni realistiche di battaglie continuò con altri armamenti militari: greci (Siracusani contro Ateniesi, Corinzi contro Corciresi), celtici, romani...
Alcuni autori latini disprezzavano la discesa in arena dei militari, cittadini romani che si abbassavano al livello dei gladiatori. Ma nessuno tra i romani disprezzava l'eroismo e l'utilità di queste cruente ed esasperate battaglie, al punto da portare personaggi come Cicerone ad invitare i figli dei Senatori e dell'Ordine equestre a cimentarsi in tale arte.
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Anfiteatro: la TV dell'antichità
L'arena trasformata in una Jungla, nel deserto sahariano o in una località esotica della mesopotamia. L'anfiteatro era in sostanza un teatro, e dunque oggetto di scenografie straordinarie capaci di calare il pubblico in qualcosa che oggi troverebbe corrispondenza solo in un mix tra Discovery & History Channell. L'arena era conscenza diretta di flora, fauna e civiltà sconosciute all'immenso popolo Romano.
In questo ambiente così speciale - produttore maximo di "audience" - l'intero universo antico era riprodotto ben più di quanto la Villa di Adriano a Tivoli poteva fare. Non solo bellezze naturali o artistiche, ma anche storia ed emozioni. Non solo la liturgia gladiatoria, già di per sè ricca e travolgente, ma anche "documentari" in diretta sul chi e come avvennero epiche battaglie. L'anfiteatro così ri-celebrava battaglie realmente avvenute, Naumachie se navali, Hoplomachie se terrestri, nelle quali il popolo assisteva in diretta alla Storia. Con una piccola differenza rispetto alla moderna Fiction. Le Hoplomachie erano vere! Gladiatori e soldati si affrontavano fino alla morte, riscrivendo così spesso l'esito degli eventi.
ArsDimicandi ripropone queste Hoplomachie, sebbene in chiave Prolusioria, ossia con armi incruente, ma non per questo non meno violente (come d'altronde per i duelli gladiatori). A Tarragona hanno vinto i Romani il sabato, mentre i Cartaginesi hanno vinto la domenica. Un percorso sperimentale straordinario, l'Hoplomachia, che nel tempo permetterà al nuovo popolo Romano di rivedere scontri sino ad oggi inimmaginabili. Non solo Romani contro gli storici avversari, ma anche Micenei contro Troiani, Spartani contro Ateniesi, Orazi contro Curiazi...
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Hoplomachia a Tarraco 2008
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