Miles in azione 
 
 
 
 
Principi tattici della fanteria 'alleggerita' e di quella 'leggera' romana 
 
I diversi ruoli della fanteria romana 
La fanteria dell’esercito romano era organizzata in diverse tipologie di reparti, ognuno dei quali qualificato da peculiarità tattiche anche molto diverse tra loro. 
Questa differenziazione di tecniche ed equipaggiamenti serviva a garantire alle armate romane - rispetto al nemico - la migliore efficacia bellica e una superiore adattabilità ad ogni circostanza. 
Sarebbe un errore fatale immaginare l’esercito Romano solamente come un poderoso fronte schierato in battaglia campale. La battaglia fu solo ‘una’ delle innumerevoli circostanze che impegnavano i soldati in una qualunque campagna militare. 
Ogni battaglia e ancora di più ogni guerra, erano caratterizzate anche e soprattutto da lavori di fortificazioni, conquiste di presidi strategici (colline, ponti, etc), incursioni, sortite, scorte armate, assedi e difese da assedi. 
In questa ottica è necessario ricordare come il ruolo più noto e celebrato dell’esercito romano, la fanteria pesante, non potesse essere impiegabile in tutte queste azioni poiché, a dispetto della straordinaria efficacia, la sua estrema specializzazione la rendeva al contrario fragilissima in tutta un’altra serie di mansioni [cfr.Gr.Arm.]. 
 
Necessità organizzative alla base dell’intercambiabilità dei reparti 
Per svolgere efficacemente tutte queste tipologie di azione -  abbinate o distinte dalla battaglia campale - i romani utilizzarono reparti di fanteria con caratteristiche di mobilità ed elasticità variabile. 
Questi reparti potevano avere uno specifico ruolo (e relativo armamento) in modo permanente, come ad esempio per gli Ausiliari di epoca Repubblicana, oppure potevano essere costituiti in base alla circostanza tanto dai Legionari quanto dagli Ausiliari di epoca imperiale [cfr.Leg&Aux]. 
Questa intercambiabilità di ruoli tra i milites romani necessitava di due fattori organizzativi fondamentali, di cui ci sono giunte innumerevoli prove. 
In primis una carriera professionale, supportato da un impianto di addestratori di mestiere nonché di infrastrutture dedicate, finalizzati alla quotidiana esercitazione degli uomini a tutte le tipologie di manovra e tecnica schermistica (exercitatio campester), affinché nessun militare si trovasse impreparato al momento del bisogno [cfr.Exe.Camp]. 
In secondo luogo era fondamentale una organizzazione logistica che permettesse, durante la campagna militare se non addirittura durante una battaglia, un impianto di incaricati di professione per il trasporto, la fureria e la distribuzione dell’arsenale in modo celere e razionale. 
L’attestazione di Optiones, Custodes Armorum e numerose altre qualifiche di tipo logistico, assieme a numerose rappresentazioni iconografiche di trasporto su navi e carri di scudi, armi, corazze e colli di materiale non meglio identificabile, evidenzia come questo ufficio interno fosse altamente qualificato [ I ]
 
Le tipologie di fanti ‘non pesanti’ 
La fanteria romana ‘non pesante’ fu caratterizzata essenzialmente da due tipologie fondamentali di reparto: la fanteria alleggerita (Expeditii) e quella leggera (Levis Armatura), ognuna di queste caratterizzata a sua volta da varianti ad hoc
 
Expediti 
Negli autori antichi il termine expedita indica due cose apparentemente distinte, ma che indica in entrambi un alleggerimento di un soggetto militare. 
Il termne infatti può indicare il soldato che è liberato dal peso del bagaglio personale (la furca con zaino e accessori), oppure il soldato che - già libero da impedimenta - viene alleggerito ulteriormente rispetto al suo equipaggiamento standard. 
In quest’ultimo caso numerosi riferimenti letterari indicano chiaramente come l’impiego di expediti sia destinato ad azioni incursive, fondate sulla necessità di spostamenti rapidi e su una maggiore elasticità della formazione [ II ]
Poiché il vocabolo significa ‘alleggerito’ e non ‘leggero’, si deduce che il miles expeditus sia in origine più pesante. Questo dato è ovvio per il fante dotato di impedimenta e che, a causa di situazioni belliche repentine durante uno spostamento, sia costretto ad abbandonare la ‘zavorra’ per poter agire. 
Dall’altro lato l’alleggerimento indica un reparto di pedites (fanteria) che nella norma costituiscono la fanteria pesante, ma che per esigente speciali vengono trasformati in expediti. 
E’ questo il caso dei Legionari in epoca Repubblicana: sebbene essi costituiscano un corpo specializzato nella fanteria pesante (la legione) sovente i suoi reparti (prevalentemente Principi e Triarii) vengono mutati in expeditii e utilizzati in modo diverso rispetto al fronte pesante destinato al Murus (prerogativa degli Hastati). 
In epoca imperiale invece tutti i milites legionari e ausiliari possono costituire reparti di fanteria pesante nonché expediti. 
La sostanziale differenza tra la fanteria pesante e quella expedita consiste nello scudo, sufficientemente grande ma ridotto di misura rispetto a quello Grave. In relazione a ciò la formazione expedita risulta più elastica, adatta all’inseguimento e all’accerchiamento del nemico, oppure alla conquista urgente di un luogo strategico. 
Tali caratteristiche espongono ovviamente di più i milites ai colpi, soprattutto quelli diagonali e inaspettati. Ne deriva che anzitutto gli expediti debbano essere sufficientemente corazzati al corpo e possibilmente agli stinchi (a compensare la minore capacità di difesa dello scudo). In secondo luogo essi non possono essere impiegati come fronte pesante, ossia quello di assorbimento dell’urto di artiglieria e di fanteria compatta dell’avversario. Essi devono intervenire su un avversario già esposto, attaccandolo al fianco o alla schiena. La loro tecnica è più aggressiva rispetto alla fanteria pesante, e li accomuna alle tecniche gladiatorie del Secutor o del Provocator in base alle dimensioni e alla forma dello scudo. Con uno scudo rettangolariforme essi cercano maggiormente il corpo a corpo (come il modello di Dura Europos [ III ]; con uno ovoidaliforme, abbinato a pila speciali o lance, rappresentano maggiormente un reparto di disturbo [ IV ]
 
Levis Armatura 
Ugualmente in epoca Repubblicana la Levis Armatura (fanteria leggera) è prelevata dai membri della legione in relazione alla età: i più giovani. In casi eccezionali Polibio ci informa che essi sono presi tra i legionari più forti e abili. Il resto delle Levis sono invece tratte dalle forze ausiliarie etniche. 
In epoca Imperiale invece, ogni miles romano è in grado di svolgere ruoli pesanti, alleggeriti e leggeri, ad eccezione di raparti specializzati come ad esempio i “lanceari” che sono equivalenti ai Veliti. 
La fanteria leggera risulta il reparto di fanteria più elastico e mobile dei romani. Essa non basa la sua tattica su una formazione compatta ed ermetica ma al contrario, come una sciame di insetti, essi svolgono una marcatura attiva delle aree della battaglia campale o del presidio. Dotati di scudi ovoidali più piccoli se non addirittura tondi alla maniera greca (aspidi), essi sono specializzati nel lancio di iacula, hastae velitarie, lancee. Queste ultime possono differenziarsi in lance da getto o d’asta, ossia impugnate a due mani (alla maniera del thraex aequimanus o del retiarius nella gladiatura). 
La fanteria leggera ha la sua massima utilità nella ‘copertura’ delle spalle o dei fianchi di qualunque reparto pesante o alleggerito, impedendo all’avversario l’accerchiamento dei primi. E’ raro infatti che la fanteria leggera possa effettuare un attacco da sola, poiché non possiede la struttura adeguata a sostenere alcuna posizione. Sono tuttavia documentati attacchi compiuti esclusivamente dalla fanteria leggera contro quella pesante, laddove quest’ultima fosse in marcia e dunque disposta in una lunga colonna impossibilitata a schierarsi regolarmente. 
Tra i membri della fanteria leggera romana troviamo anche i Lecti, o soldati Regi, con armamento simile a quello greco-macedone. Essi sono utilizzati prevalentemente come guardia dell’Imperatore o del generale di turno (ad esempio di Tito a Gerusalemme). Aspidi tondi e lance caratterizzano questa tipologia ‘leggera’, la più adatta a marcare il territorio in modo attivo attorno al generale, pur non disponendo di un elevato numero di uomini. 
 
La fanteria leggera infine, è quella che per impostazione tattica assomiglia di più alla cavalleria leggera: incursioni, ritiri, movimenti rotatori e incrociati tra i milites, destinati sostanzialmente a colpire i nemici che non si aspettano di essere colpiti. Un mordi a fuggi costante ed asfissiante che solo una fanteria pesante poteva annullare, ma che nell’impianto bellico romano vedeva la Gravis e la Levis Armatura abbinate assieme. 
I reparti leggeri infatti, ivi compresa la cavalleria, rappresentano in assoluto l'ausilio fondamentale al buon funzionamento della Grave Armatura. Quest'ultima senza i primi, non avrebbe possibilità alcuna di esistere. 
 
 
Colonna Traiana: dettaglio 
Fanti expediti con scudi diversi 
Scudo ovoidale con imbracciatura longitudinale e scudo quadrangolare su due milites . 
La diversità di scudi rappresenta l'elemento fondamentale mediante il quale i Romani costituivano reparti di fanteria pesante, alleggerita o leggera, in base alle esigenze. L'addestramento garantiva poi l'uso di tattiche e tecniche diverse.
 
 
 
 
Colonna Traiana: dettaglio 
Fante expedita e pesante 
Sebbene nella colonna Traiana gli scuta risultano sempre piuttosto corti (a causa della miniaturizzazione dell'opera) il monumento, secondo i precetti del verismo romano, risulta prodigo di dettagli. 
Nell'immagine è possibile vedere come lo scudo del legionario di sinistra (ali e saette di Giove) sia sensibilmente più corto dell'ausiliario di destra (corona di alloro). 
Due scudi quadrangolari dunque (in greco: tetragonos thyreoi) che identificano la Gravis Armatura e l'alleggerimento in Expediti della medesima.
 
 
 
 
 
Colonna Antonina: dettaglio 
Levis Armatura Legionaria e Lecta 
Il legionario di sinistra (identificabile dalle ali sullo scudo), affianca nella guardia un 'eletto' dotato di Aspide tondo di tipo greco-macedone.