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Anfiteatro di Arezzo
14 luglio 2007
Undici splendidi gladiatori, di quelli che come è oramai noto da oltre un decennio, ArsDimicandi si cura pano piano, anno dopo anno, facendo in modo che oltre alla forma fisica, si plasmino e si miscelino lentamente, come un sugo a lenta cottura, tutti quegli ingredienti tecnici, psichici e interpretativi, di chi deve rappresentare e incarnare il semidio Ercole.
Questo d'altronde era ed è la missione dei gladiatori, e poco importa il fatto che le lame non siano davvero affilate! Perchè quando non riesci più a respirare, quando l'ultimo briciolo di forze ti ha abbandonato, sei tumefatto o sanguini, bisogna continuare. Anzi, è proprio lì che comincia la vera interpretazione del gladiatore, la stessa che rese questo fenomeno incontrastabile, potente e trasversale.
Undici si diceva: i Veterani "over 100" duelli, quali Rufus, Antrax, Lucius e Darius, riconoscibili dai perizomi bianchi o neri.
Poi i Legiptimi (gli "over 20") dai perizomi blu o rossi, chi vicino a diventare veterano come Leo e Hyrpus, chi quelli in pieno consolidamento di carriera come Caius e Kratos. Poi i Tirones, quali Lupus, Thanathos e Ferox.
Nessuno si è risparmiato, in quell'anfiteatro che da 16 secoli non vedeva il seme per il quale fu costruito.
Un pubblico numeroso ad Arezzo, oltre le aspettative, e una grande soddisfazione da parte degli enti Editori, quali anzitutto la DIrettrice del Museo Archeologico Nazionale "Mecenate" di Arezzo, Dr.ssa Vilucchi. E poi i rappresentanti del Comune e della Provincia di Arezzo, e tutti gli enti patrocinanti, dalla Sovrintendenza Toscana all'AMAT (Associazione Musei Archeologici Toscani).
Forte e convincente la didattca iniziale, mirata a fornire tutte quelle informazioni sul mondo della gladiatura, quasi sempre destinate a
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tra breve le Foto e il Video
smantellare gli stereotipi diffusi non solo dal Cinema ma spesso dagli stessi Musei e testi scientifici.
Forte e convincente la dimostrazione pratica che l'incarnazione di Ercole oggi è possibile, se fatta alla maniera della gladiatura di AD. Perchè puoi anche dare tante belle informazioni, ma se poi non dimostri che nel cuore e nella mente del pubblico, l'effetto era davvero quello che racconti, allora sei solo uno che "interpreta e che specula" come lo possono fare tutti, come tutti gli allenatori di Calcio al Bar Sport.
E invece AD non consente variabili. La gladiatura si fa in un solo e unico modo. Quel modo che ci auguriamo ad Arezzo, di diventare un appuntamento fisso e fondamentale, per gli Aretini e i Toscani stessi, loro proprio, legittimi depositari di quella gladiatura che solo successivamente, nella storia, giunse nella Campania Felix per diventare l'Industria che fu! E a proposito di Campani. Un particolare ringraziamento ai due napoletani che hanno suggerito, curato e organizzato assieme al Museo e al Comune, i Munera di Arezzo: Angelo Capomazza e Remo Pasquinucci, coadiuvati dalla splendida Maria Gatto.
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