Archeofightgames 1

25.03.2018

Eureka! L'Archeofight Games funziona!!! Non un torneo a eliminazione diretta, non un match singolo per singoli atleti, ma la libertà di trovarsi in mezzo a moltissimi archeofighters per decidere quali e quanti incontri fare, con chi e per quanto tempo.

Una formula che si adatta alle possibilità reali e all'intraprendenza di ciascuno, senza forzature, che si traduce in una vera e propria Maratona di combattimenti. Se alle 10.00 di mattina di domenica 25 marzo gli atleti s'erano candidati solo per una decina di duelli, verso mezzogiorno s'è dovuto interrompere le richieste d'iscrizione per non sforare con gli orari. Circa quaranta scontri in una mattinata, alternando il pugilato (pimmica) ai provocatores, reziari e contrareziari coi pancraziasti e ancora galli, scutati, parmulati, etc.

Ottima la decisione di permettere agli atleti olimpiaci di scegliere la formula P1, P2 o P3 nel Pankration, favorendo con pari dignità chi fosse meglio preparato nei soli calci-pugni-ginocchia-gomiti, piuttosto che alla più ampliata versione con lotta eretta, o a terra.

Nel primo AfG si son visti esperti come Celsus (Celso Maffi) nel pancrazio, Deimos (Daniele Tresoldi) come reziario o ancora Silla (Ventura) nella gladiatura peltastica, ma anche e soprattutto principianti che hanno avuto l'opportunità di cimentarsi in duello con loro. Parliamo di nuove leve come Jacopo Luciani, Kevin Dervishi, Andrea Cervellin, Luca Assolari, Ezio Sorti, etc.

L'Archeofight Games diventa così Scuola Autogestita, dove il ranking non palesa solamente quelli già noti e bravi, ma auto-qualifica tutti: la classifica - completa delle discipline in cui gli archeomachi si son cimentati - rappresenta una vera e propria patente! Una certificazione "ufficiale" dell'esperienza conquistata da ciascuno agonisticamente, nientemeno sotto l'egida di ArsDimicandi!

Ma non-solo-atleti! Il contesto fieristico di Bergamo IN-FIT e il grandissimo afflusso di praticanti di arti marziali e sport da combattimento ha permesso ad Archeofight Games di essere uno Show nello Show. Tantissimi gli spettatori attorno all'area di archeomachia, fra i "rapiti" dall'alchimia archetipa della gladiatura ai fighters da ring che osservavano stupiti quelle strane guardie a mano nuda del pancrazio, oppure i "cesti" pugilistici usati tanto dagli esperti quanto dai novizi pimmicari. E se l'Archeofight Games aveva l'obiettivo di catturare il pubblico, ecco l'effetto sulla piccola spettatrice Matilde di Dalmine, a soli 5 anni. Bravissima!!!

Un successo che perpetua la collaborazione col promoter e inossidabile fighter Sandro Piavani e la WKA Fight Leage, affinchè il mondo sinora di nicchia dell'archeofighting possa finalmente raggiungere la massa degli appassionati di Sport, dopo quello già conquistato (ma più piccolo) degli appassionati di Storia.

In foto (da destra) Sandro Piavani e Dario Battaglia

Sensazioni, by Rubens Forcella (Camparus)

L'esperienza del primo Archeofight Games è stata molto positiva, confermando ancora una volta come le parole del mitico Dario Battaglia si trasformino un verità. Ognuno di noi ha limiti fisici e mentali e con la presa di coscienza del nostro essere, l'asticella che ci impedisce di vedere il cielo nella sua totalità, può essere spostata sempre di più. Personalmente sono entrato a combattere con una maggiore consapevolezza delle mie possibilità, una maggiore calma mentale e una presa di coscienza delle mie aumentate capacità. Piccoli passi per me che avanzano parallelamente alla crescita del Pancrazio.