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Sei squadre da 3/4 membri cadauna, più riserve. I Leones e la Aquile di Venezia, I Leones di Bergamo, i Felini di Vicenza, gli Apres (cinghiali) di Bologna e Modena e l'Ordo Mediolanense (Milano). Una trentina di atleti insomma, a dar vita alla prima hoplomachia secondo gli autentici canoni antichi, con gli autentici scopi antichi. Capire, prima di tutto.
Cosa non semplice, dato che gli antichi ci hanno lasciato una enormità di vincitori e categorie d'arme, ma non i regolamenti di questa straordinaria disciplina che, al di là del divertimento e dello sport, aveva come scopo la formazione di militari sin dalla giovane età.
Nessun vinto e nessun vincitore per questa prima edizione, propro a causa del fine sperimentale dell'evento, focalizzata anzitutto a comprendere i principi elementari, di causa-effetto, di un duello che mette in dura crisi, anzitutto, la compagine arbitrale.
Tutto ruota attorno al fante pesante, hoplomachos... appunto (gravis armatura per i latini), che segnala il fronte, il muro sfondato o circondato oltre il quale, tutto è perso. Ma per riuscire in ciò le armature intermedie e quelle leggere, devono darsi gran da fare per cauterizzare aggiramenti e penetrazioni. Per il resto, il fante pesante subisce tutto!
Primo step, prima importante serie di dati. Imbattuti gli Apres (certamente non a caso), capitanati dal neo-campione di duello singolo Kratos. Tutti gli altri vincono e perdono, considerando il ripescaggio e le finaline per consentire a tutti, ma proprio a tutti, di poter combattere. E che voglia c'è stata!
Sicuramente la prossima occasione dovrà dedicare una giornata intera a questa sperimentazione, che a Vicenza invece è stata intermezzata da un pur importantissimo stage di Pugilatus Caestiis...
Alla prossima dunque, con la consapevolezza che il lavoro sull'exercitus, grazie ad ArsDimicandi, ha appena intrapreso un nuovo, straordinario, autentico capitolo dell'investigazione archeologica e sperimetale.
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