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Gilgamesh contro il demone
Sigillo accadico - III millennio a.C.
Pugili assiro-babilonesi
British Museum - II millennio a.C.
Pugili egizi
Tebe - 1350 a.C.
Pugili minoici
Thera - 1500 a.C.
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Il derivato di violentissimi rituali
Le prime tracce generiche della pratica pugilistica risalgono al III millenio a.C. in Mesopotamia, e sono di natura rituale. I personaggi della mitologia combattono contro umanoidi con teste di animali, adottando sia tecniche di colpo proprie del pugilato, che di lotta.
La rappresentazione rituale e fisica del dramma stagionale, interpretata da un officiante opposto in combattimento ad altre persone camuffate da demoni, hanno ispirato moltissimi altri fenomeni di questo tipo, ossia combattimenti sacri. Si pensi agli scontri pugilistici di Bubaste in Egitto, o all'Episciro spartano. Tuttavia questa forma di combattimento risulta più una sorta di pancrazio, piuttosto che una specializzazione coi pugni.
Per incontrare tuttavia una forma specializzata di pugilato non dobbiamo andare troppo avanti nel tempo, e sempre tra il III e II millennio a.C. in Mesopotamia troviamo rilievi che mostrano due uomini che si affrontano con le tipiche guardie proluse. Sempre tra il III e il II millennio, anche l'Egitto contempla pitture parietali con duelli pugilistici. Ugualmente in Mesopotamia e in Egitto, troviamo la disciplina della lotta, intesa come specializzazione nelle prese e atterramenti.
La nascita e il senso di queste specializzazioni è assai oscura. Riteniamo che poichè lo svolgimento del violento rituale necessitava di una forma di combattimento integrale, simile più al pancrazio, la preparazione dei collegi giovanili destinati a questa esperenza, abbia indotto alla suddivisione in due della disciplina, creandone due propedeutiche a quella finale. D'altronde Filostrato afferma due millenni dopo (e in presenza di un ambiente sportivo oramai professionistico) come i pancraziasti greci, per esercitarsi in questa disciplina si esercitano "ora nel pugilato, ora nella lotta separatamente..."
Dunque il pugilato nascerebbe come specializzazione preliminare di un feroce scontro di carattere rituale, di tipo totale.
E come accadde molte volte nella storia, un esercizio propedeutico può diventare sport fine a sè stesso e diffondersi nella società (vedi le discipline oplitiche e le olimpiadi antiche).
Le tracce del pugilato passano poi alla civiltà minoica, attorno al II millennio a.C, la quale rappresenta sempre i duelli pugilistici tra uomini. Il I millennio a.C, a partire dal VIII secolo con le descrizioni di Omero, e poi con la nascita dei grandi agoni panellenici, è l'era dei greci. Di conseguenza a questi degli etruschi, e infine dei romani, sino al V secolo d.C.
Quattro millenni di pugilato, che devono sorprendere per moltissime cose. Anzitutto la sua diffusione internazionale; poi il carattere agonistico e competitivo, con regole determinate e uguali per tutti. Infine l'aspetto più eclatante: il pugilato babilonese, quello egizio, minoico, greco, etrusco e romano, sono identici!
Nella ricerca ricostruttiva intrapresa da ArsDimicandi prima ancora di iniziare la sperimentazione pratica, ciò che ha stupito immediatamente è stata la stravaganza delle guardie e dei colpi raffigurati. Stravaganza che è stata interpretata come lo stile artistico di questa o quella civiltà, sino a quando l'intero Corpus Documentario inerente il pugilato, ha evidenziato per civiltà, stili artistici e tipologie di fonti (letteratura, statue, mosaici, pitture, etc) la sistematica similitudine dei movimenti, anche a dispetto di millenni o di migliaia di chilometri di distanza tra loro.
Dopo 11 anni di sperimentazione, possiamo affermare con certezza come il pugilato antico fosse uno solo, e grazie alla sua vocazione agonistica, perfezionato al punto tale da risultare sorprendentemente efficace e raffinato.
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