Torna indietro 
Come Back
 
Legio XIII di Giulio Cesare - Parco Appio (Roma) 
Dario Battaglia nei panni dell'Aquilifer 
 
 
Franco Salamon 
Il capo della Seal, coordinatore Stunts, esperto di scene speciali e regista della seconda unità in moltissimi films d'azione italiani e internazionali.
ROME 
L'esperienza di ArsDimicandi nel serial televisivo americano 
Prodotto attraverso l'italiana Fortuna Felix dall'americana HBO di Los Angeles (quella di Sex and the City e Soprano), il serial televisivo ROME ha avuto un successo straordinario negli Stati Uniti. In molti paesi europei è di imminente visione e in Italia è atteso per marzo-aprile 2006. 
Molti membri di ArsDimicandi hanno avuto un ruolo fondamentale per la realizzazione di una serie di scene clou di questo film. 
Ci racconta questa esperienza lo stesso Presidente di AD, Dario Battaglia. 
 
Anzitutto Dario, come sei arrivato a 'Rome'? 
Tutto merito di Giorgio Antonini, famoso stunt nonchè Sword Marster della Seal, una delle più prestigiose aziende italiane di Stuntmen e scene speciali. 
Giorgio, oltre che come appassionato di militaria romana, seguiva già da anni l'attività di ArsDimicandi con l'occhio critico del professionista. E così quando affidarono al capo della Seal, Franco Salamon, la realizzazione di una serie di scene militari e gladiatorie per 'Rome', Giorgio mi chiamò. 
 
 
Gli istruttori al Boot Camp di Martignano (Roma) 
Da sinistra a destra in alto: Giorgio Antonini, SwordMaster della Seal; Billy Bud, Military Trainer della Royal Marine e coreografo del film Alexander (Oliver Stone); Dario Battaglia, Prefetto dell'addestramento militare; Danilo Lazzarini, Doctor Militaris di ArsDimicandi 
Da sinistra a destra in basso: Mik (Royal Marine), coadiuvatore di Billy Bud; Giuseppe Battista, Doctor Militaris di ArsDimicandi; Pat (Royal Marine), coadiuvatore di Billy Bud;
 
 
Retiarius (Dario Battaglia) trafitto dalla lancia di Pullo (Rey Stevenson) 
A 0°C e con la sabbia bagnata (dicembre 2004), si è girato per quattro giorni in un gelo terribile. 
 
 
Legio XIII di Giulio Cesare - Parco Appio (Roma) 
Dario Battaglia nei panni dell'Aquilifer, coi suoi ragazzi delle figurazioni speciali addestrati a luglio 
 
 
Il caro amico Rey Stevenson (in primo piano).  
Dario Battaglia, la 'spalla' di Rey nelle scene in Centuria, immediatamente a destra. 
 
 
Dietro il Centurione Vorenus c'è il Vexillifer Lucius (alias Giuseppe Battista), pilota dei milites nel FIlm nonchè veterano di ArsDimicandi 
 
 
Martignano (Roma) 
Alcune delle 55 figurazioni speciali addestrate nel BootCamp di Martignano, con gli scudi della Cohors I Vetarana, il gruppo militare di ArsDimicandi. 
 
Perchè proprio ArsDimicandi? 
Sarebbe una domanda da porre direttamente a Giorgio e a Franco. Per quel che ne so parlai a lungo con Giorgio, che considerava davvero innovativi i metodi di combattimento e le tattiche militari da noi attuate negli ultimi quattro anni di sperimentazione. 
 
Ma il cinema non mette in Action scene coreografate... prestabilite? 
E' proprio questo il punto! La sfida colta dalla Seal e di conseguenza dalla FortunaFelix-HBO è stata proprio quella di superare decenni di coregrafie militari romane alla giapponese, con gladio contro gladio e duelli singolari nella battaglia campale. 
Hanno accettato il rischio di fare per una volta un prodotto che (a differenza del Gladiator di Ridley Scott), mostrasse veramente come poteva combattere l'esercito di Romano. 
Credo che la sfida di chi mi ha chiamato, sia stata quella di voltare davvero pagina nelle coreografie militari romane degli ultimi cinquant'anni. 
 
E ci sono riusciti? 
Tenendo presente i compromessi a cui necessariamente devi scendere per ottenere un prodotto commerciale, direi proprio di sì. Il nostro compito, oltre all'addestramento delle figurazioni speciali e degli Stunt, è stato relativamente facile. 
Devo dire che il grande merito è stato di Franco Salamon, Deus ex Machina della seconda unità, che assieme a Giorgio ha saputo tradurre i contenuti di ArsDimicandi (sin troppo realistici, talvolta così realistici da non essere colti dalla Camera), in qualcosa di estremamente spettacolare e al contempo filologico. 
 
Cosa intendi per compromessi? 
Tutti quelli che permettono a un prodotto cinematografico di stare in piedi. Per esempio l'economia, che non permette di avere il numero di Stunt necessari per una certa azione pericolosa, e dunque devi scegliere tecniche militari più semplici o leggermente alienate, rispetto a quanto avremmo voluto. Oppure scegliere equipaggiamenti non proprio adatti per una questione di risparmio di produzione. 
 
Il Forum ufficiale di Rome mostra gli addestramenti delle Figurazioni Speciali con scudi identici a quelli della Cohors Veterana di ArsDimicandi. C'è un nesso? 
Certo! Io, Danilo Lazzarini, Giuseppe Battista e Giorgio Antonini eravano gli istruttori militari di queste speciali figurazioni. Due settimane sotto un sole rovente sul lago di Martignano (Roma). 
La Seal ha voluto che gli equipaggiamenti speciali fossero noleggiati proprio da ArsDimicandi per garantire un risultato realistico e un vero addestramento militare. Quegli scudi non sono copie, ma gli scudi che attualmente usano i milites della Veterana di AD. 
 
Tu hai avuto il ruolo di Historical Adviser per le tecniche militari. Cosa vedremo in particolare in 'Rome' che non si è visto in altri films? 
Per contratto, sì, sono Historical Advisor... o almeno così sembra mi identifichino i titoli di coda (non ho ancora visto la versione americana). Bè, in primis direi che nella grande battaglia iniziale di Cesare ad Alesia, si possa vedere un esercito romano in formazione compatta, che combatte in Acie, e non in duelli singolari come in altri film. 
La tecnica schermistica mostra l'uso difensivo e offensivo del grande scutum, e il gladio risulta esclusivamente l'elemento risolutore, a differenza del solito cinematografico nel quale il combattimento 'ad gladia' sembra un duello di sciabola moderna. 
Gli Ordinis delle centurie mutuano tra loro, alternandosi nella prima linea (come dalle indicazioni letterarie di Cesare fino ad Appiano) e i manipoli si muovono seguendo le indicazioni del Vexillifer, senza andare casualmente alla caccia dei primi avversari che incontrano. Tenendo presente i 'diversi incastri' del Cinema, direi che finalmente potremo vedere un esercito romano che non si comporta più come una squadra di Samurai... E per questo, devo essere più che contento.
 
Cosa è rimasto in ArsDimicandi di questa esperienza? 
Anzitutto l'esperenza del Set. Contrariamente a quanto si possa pensare, il mestiere del Cinema non è per niente facile. Tour de force incredibili, situazioni climatiche impossibili, traumi fisici. Ma in ogni caso... Show must go on! Io stesso, subendo un terribile strappo al bicipite femorale in una prova generale (di un combattimento gladiatorio), ho dovuto girare e fare funambolismi nonostante non potessi reggermi in piedi e avendo la coscia destra nera per il macro ematoma. 
Ma al di là della durezza, gli oltre 30 membri di ArsDimicandi che in modo più o meno importante hanno contribuito a questo progetto, hanno la consapevolezza di essere stati artefici, assieme a Giorgio Antonini e Franco Salamon, di aver fatto avanzare di un poco il Cinema verso una visione più storica e filologica del mondo militare romano. 
E' un po' come sentirsi Padri Fondatori, pionieri, apripista... Un privilegio che negli ultimi decenni del cinema e della comunicazione di massa, è capitato davvero a pochi. 
 
Il mondo degli appassionati ha già cominciato la critica 'filologica' del film.  
E come non potrebbe essere? A questo proposito ricordo che nel 2000 in Italia, io stesso sono stato il primo 'critico' del film "Gladiator" di Ridley Scott. Infatti gli americani di Details Magazine (Gruppo CondeNast) vennero appositamente in Italia per intervistarmi molti mesi prima dell'uscita nelle sale americane. Mi portarono un VHS dei Trailes affinchè potessi esprimere il mio giudizio... che naturalmente fu pessimo (da un punto di vista tecnico naturalmente). Conobbi invece il regista, Russel Crowe e Joachin Phenix solo pochi mesi dopo l'uscita in Italia in occasione della conferenza stampa internazionale a Roma.  
Ma d'altronde un conto è criticare da fuori, e un altro è dare il proprio contributo da dentro. 
____________________________________________________________________________________________________________