|
Il Flamen Martialis offiacia l'accensione del Fuoco
|
Per ArsDimicandi ogni battaglia, assedio, missione o addestramento, costituisce l'occasione di reinterpretare quegli addestramenti bellici quotidiani che i Romani ponevano alla base della loro competenza militare, e che erano governati da Mars Campestris, il Marte delle esercitazioni.
Grazie ad Alessandro Malato e il suo prezioso staff di Roma Invicta di Bologna, molto preparato nelle ricerche d'ambito tradizionale occidentale, si è voluto così ripercorrere in maniera fisica il Mos Maiorum. Occasione perfetta, poichè la impegnativa battaglia del Venigallia, evocava già per sè negli spiriti dei milites, tutti i parametri necessari alla sua invocazione.
Il sabato, il Flamen Martialis ha accuratamente orientato e circoscritto l'area sulla quale sarebbe sorto l'accampamento romano, svolgendo gli Offici necessari e procedendo all'accensione del Sacro Ignis.
La domenica, secondo la più tipica procedura, il Flamen ha recitato scupolosamente l'invocatio, mediante il Sacerdos della Cohors I Italica, il suo Tribuno rivolto a occidente, facendosi tramite della Divinità con le forze militari stesse.
|
|
|
Il Flamen Martialis scruta la volta celeste individuando i punti cardinali... clicca <<<
|
|
|
Il Flamen Martialis punta gli assi del futuro Campo e ne traccia il perimetro... <<<
|
|
|
.
La delicata fase di accensione del Fuoco sacro: non dovrà mai spegnersi per tutta la durata del Campo... <<<
|
|
|
.
Il sacerdos Martialis è il Tribuno stesso: officia scrupolosamente secondo le indicazioni del Flamen alle sue spalle... <<<
|
|
|
.
Il Tribuno invoca Mars Pater Campestris offrendo libagioni di vinum e recitando la formula sacra... <<<
.
|
|
|
.
l sacerdoti e i Flamini manterranno l'invocazione al Dio Rosso per tutta la durata della battaglia... <<<
|
|